L'AGRICOLTURA ALLA CORTE DEI SOLITI ...

Se vi è una categoria in crisi profonda, vera, amara, qualla è l'agricoltura. Un fatto ciclico, dirà qualcuno. Un'emergenza periodica ... Un solito lamento.... Ma in molti invece percepiscono che questa volta il dramma è drammaticamente concreto e che i soliti rappresentanti di categoria pur alzando la voce o promuovendo qualche manifestazione non riescono a comprendere fino in fondo. Ed allora occorre chiedersi il perchè?

Ed i perchè si ritrovano tutti, proprio tutti in quella storia non troppo remota, anche del recente passato in cui le imprese hanno subito le ingiurie più grandi. Non le elencherò per non tediare il lettore, certo è, che un giorno mi piacerebbe di fronte ad una telecamera avere degli interlocutori che evocano principi ispirati e che hanno lastricato le carrareggie che conducono alle cascine e alle masserie di amaro sudore.

Mi preme qui evidenziare un solo principio, "Chi non è libero da condizionamenti di finanziamenti che derivano da scelte dello Stato e che vincolano gli iscritti, non possono essere liberi di esprimere proposte serie".

Uscire dalla crisi sarà possibile che si ricomincia a liberare l'agrficoltura da troppe e vincolanti pastoie, da troppa burocrazia, da troppi obblighi d'appartenenza.

Affermazioni troppo forti? Forse, però, c'è da chiedersi perchè le imprese di tutti i comparti produttivi si iscrivono alle categorie datoriali per non più del 30 % e, invece, miracolo dell'assoluto, alle categorie agricole si iscrivono il 103% delle imprese, Come dire: "meglio avere due tessere che una". 

Pensiamoci e guardiamo che fine fanno tutti i nostri illuminati presidenti di categoria ... in quei luoghi troveremo molte risposte alle troppe domande che rimangono quotidianmente inevase.

 

 
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L'Italia che Spera

 

è l'Italia di  giorni che sembrano sempre uguali, immersi in un clima oppressivo, fastidiosamente negativo. Eppure nello scorrere di telegiornali volti a presentare i drammi ed il terrore di questo tempo in pochi si affacciano alla finestra di giorni di speranza, perchè giorni da vivere e da costruire.

Frasi fatte che forse assumono il sapore amaro per chi si sente soggiogato, pressato sotto il torchio di una società sempre più diseguale e sempre più frammentata.

Ma ogni giornoha anche i suoi frutti dolci sopratutto se si guarda a quella gioventù in "movimento" che cerca nel labirinto della vita una via da seguire, una porta da trovare, una stanza da costruire.

La speranza c'è e forse ad accorgersene sono in pochi ... forse ... forse . Forse sono in molti invece che sognano la speranza e con loro va certamente ricercata e costruita.

Le riforme? Siamo in tale emergenza che mi va d'affermare che è meglio farle male che non farle. L'immobilismo annienta la speranza.

 

 

 
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BUON COMPLEANNO REPUBBLICA

70 anni nella storia sono pochi e altrettanto sono molti. La Storia, sopratutto la storia moderna, brucia le tappe in un soffio e questo ci offre una dimensione dello spazio che avvertiamo incerto, instabile.

Ma ritornare a quel 2 giugno del 46 la memoria ritrova tutta la potenza di una scelta sofferta, difficile ma entusiasmante. Una delle pagine più belle e intense dell'Italia. Il Re avrebbe potuto vincere, il Re ha perso, e con la dignità dello sconfitto è andato in esilio.

Una pagina di storia che ha riconosciuto il sacrificio di troppi italiani caduti o intaccati nel corpo e nella mente per aver combattuto, prima un'illusione e poi il riscatto e la liberazione. Gli italiano festeggiamo con qualche distacco il 25 aprile, ma vivono il quodiano grazie a quel 25 aprile e a quegli uomini che dal 25 aprile divennere classe dirigente, motivata, ispirata, lungimirante.

Partigiani e Italiani rivolti con lo sguardo al riscatto delle persone, delle famiglie, della democrazia, della partecipazione attiva alle scelte da parte di donne e uomini Liberi.

Ma la democrazia oggi sembra essere stancata, intaccata quotidianamente da troppi esempi negativi di una classe politica, in parte, inadeguata. Una classe politica che ama se stessa e non il proprio Paese. Che ama i propri interessi e non il bene comune.

Ma con la convinzione che l'Italia ha nel proprio "corpo" gli anticorpi per sconfiggere coloro che disonorano il mandato ricevuto dagli elettori gridiamo forte: "Buon Compleanno Democrazia e ascoltando il battito del tuo cuore insegnaci ad amarti per quella freschezza che ancora ci sai donare". 

 
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AL REFERENDUM VOTERO' SI'

Non me ne voglia l'ANPI, ma io al referendum voterò SI'. Un SI' convinto che discende da quella speranza di ammodernamento delle nostre istituzioni nata dall'abbattimento del muto di Berlino (era il 1989). Quante proposte, quanti annunci, quante speranze inevase abbiamo sprecato in questi venticinque anni.

Oggi ci viene proposta una modifica Costituzionale profonda, certamente non la migliore, certamente la prima dopo vent'anni di mediazioni fra "statisti" dallo sguardo limitato.

Nel dopoguerra in due anni i nostri Padri l'hanno scritta, in venticinque anni i loro nipoti, forse riescono, per la prima volta, a renderla un pò più rispondente ad un tempo accelerato.

Vi è un rischio democrazia? ... Sorrido, credo proprio di no e pertanto pur rispettando le opinioni di tutti li invito da combattenti a sparare ... i propri strali, sui veri nemici della democrazia e non su quel Parlamento eletto dal popolo che con fatica oggi presenta la propria proposta.

Vincerà il SI'?

Non so lo so, me lo aguro, ma se dovesse perdere allora ancora una volta riproporrei quello che sempre è stato eluso: "Eleggiamo una Assemblea Costituente" e riscriviamo la Costituzione, sempre ispirata dal sacrificio e dall'anelito di libertà e democrazia  donatoci dai nostri Partigiani e da tutti gli Italiani che nel lavoro quotidiano hanno creduto nel riscatto della dignità umana.

 
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LA GENTILEZZA .. DI ELENA

 

Arrivo con Giovanni a serata inoltrata al Dopolavoro (Il Bar della Bassa). La macchina è piena di cartoni di liquori, bibite e vini. Il locale e stracolmo, incominciamo a scaricare. Fra le braccia ho due cartoni di vini e davanti la vertrata di alluminio. Con leggerezza, sorridente Elena (il nome me lo dirà nel saluto finale) mi spalanca la porta, la ringrazio.

Un gesto naturale, semplice, consueto .. eppure in questo tempo in cui guardiamo spesso verso la disgregazione della nostra società non sappiamo più leggere i fatti quotidiani, quelli che viviamo ripetutamente, molte volte, tutti i giorni.

Quel sorriso, quella eleganza e quella bellezza che ti spalanca la porta diventa allora  il simbolo, il profondo fondamento di una gioventù che è certezza di un domani che non sappiamo più leggere avendolo però fra le nostre mani.

Ed io allora questo futuro lo stringo forte, ringraziando Elena e tutti le Elene che in ogni attimo del giorno sanno donare attimi di leggiadria, di dolcezza e sorrisi, casomai donati fra le distratte mura domestiche o fra braccia flosce.

Io sono certo che Elena in quell'attimo in cui spingeva la porta, aprendola, ha ancora una volta confermato d'essere donna ... donna vera ... donna vera che sa amare e sa donare amore. Perchè l'amore altro non è che la cura intrisa di sentimenti.

Grazie 

 

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SEI MESI MA NON IN SILENZIO

 

da sei mesi ho tasferito le mie parole su altro sito, quello della mia categoria (I Periti Agarri e Periti Agrari Laureati).

Non ho abbandonato la mia storia. Non ho mai interrotto il mio viaggio. Sono qui, sono ancora qui, certamente con i giorni ripieni d'impegni romani e italiani, ma mai lontani da quei sentimenti che m ilegano alla mia terra e alle persone che mi sono e mi stanno vicino.

Ritorno, così, almeno per alciuni attimi, a scrivere e a descrivere ciò che nei giorni donatimi incontro.

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